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ricarica condizionatore casa

Ricarica Condizionatori: Quando farla e a chi rivolgersi???

È una domanda su cui spesso ci si interroga ma la verità è che non si tratta di un intervento da effettuare con cadenze regolari. Più semplicemente, si ricarica il climatizzatore quando questo raffresca poco, perchè questo potrebbe significare che è scarico di gas.

Innanzitutto, controllate che la pulizia dei filtri dell’unità sia accettabile, che il telecomando sia impostato correttamente e che non abbia le batterie scariche. Se il problema non si risolve, non si può che procedere con l’operazione di ricarica del condizionatore. Un impianto di condizionamento, in teoria, non andrebbe caricato in quanto il refrigerante non si consuma durante le varie trasformazioni di stato e se viene a mancare è esclusivamente per colpa di qualche perdita. Il 99% delle perdite si trovano nelle giunzioni fatte in fase diinstallazione e nella maggior parte dei casi l’errore viene commesso nei raccordi dell’unità interna perché è più scomodo lavorarci.

È importante sapere, però, che per legge obbligatorio riparare le perdite.

Quanto tempo serve per effettuare una ricarica del condizionatore?

L’operazione è piuttosto veloce: il tempo necessario per effettuare una ricarica gas del condizionatore, infatti, è di 30 minuti al massimo, a patto che l’impianto si sia effettivamente solo scaricato.

In presenza di una perdita dell’impianto le tempistiche, infatti, si prolungano a seconda della bravura di chi ci mette le mani!

 

Chi può svolgere una ricarica del condizionatore?

Non tutti possono svolgere una ricarica del condizionatore. Con l’approvazione del D.P.R. 43/2012, di attuazione di alcuni regolamenti CEE, è stato istituito un apposito sistema di qualificazione per le persone e le imprese che effettuano interventi tecnici su impianti frigoriferi, condizionatori, pompe di calore, impianti antincendio ed altri apparecchi contenenti gas fluorurati ad effetto serra (detti anche “FGas” ).

È un sistema di qualificazione che consiste in un apposito Registro nazionale istituito presso il Ministero dell’Ambiente a cui imprese e professionisti devono risultare iscritti.

 

Quale normativa è applicabile alla ricarica del condizionatore?

La normativa applicabile alla ricarica del condizionatore ha subito parecchi e recenti interventi. Tra le novità, la più importante è quella introdotta con la verifica obbligatoria del condizionatore, così come avviene per gli impianti di riscaldamento.

Tale obbligo deriva dalle norme L.10/91, DLgs 192/2005 e DPR 74/2013 che recepiscono l’art. 9 della Direttiva Europea 2002/91/CE. La nuova normativa impone che dal 1° giugno 2014, per ridurre le emissioni di biossido di carbonio e per il controllo del risparmio energetico, tutti gli impianti termici di climatizzazione invernale sopra i 10kW e di climatizzazione estiva sopra i 12kW (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) vengano sottoposti a verifica.

I possessori di impianto di condizionamento dovranno quindi rivolgersi a tecnici in possesso del già citato patentino frigoristi (come i tecnici di DOMOENERGETICA) per effettuare la verifica e ottenere la dichiarazione di manutenzione del condizionatore. È bene sapere che la dichiarazione di manutenzione del condizionatore include la certificazione energetica del condizionatore e la ricevuta del pagamento del bollettino.

Ricordate che fino a che non avete esplicitamente delegato ad una terza persona l’incarico di “operatore”, la sanzione pecuniaria prevista da 1.000 a 10.000€ sarà a vostro carico.

Dal 15 ottobre 2014 è entrato in vigore, poi, un nuovo obbligo previsto dal D.P.R. 74/2013 che si applica anche a chi la caldaia o il condizionatore li ha già in casa. Ogni impianto di climatizzazione invernale e/o estiva deve ora essere accompagnato da un nuovo modello dilibretto (descritto dal Decreto Ministeriale dello Sviluppo Economico del 10 febbraio) in grado di raccontare la vita dell'apparecchio, dall'installazione fino alla rottamazione.

I modelli devono essere scaricati e compilati direttamente dai proprietari dell'impianto. Fate attenzione perché chi "dimentica" il libretto rischia una multa da 500 a 3.000€!

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10 MOTIVI PER SCEGLIERE LA CALDAIA A CONDENSAZIONE

1 . Può usufruire della detrazioni fiscali in vigore se installata in sostituzione di una vecchia caldaia, unitamente a una contestuale messa a punto dell'impianto termico.
 

2. Presenta un rendimento che soddisfa gli standard richiesti dalla legislazione vigente (rif. D.Lgs. 192/05 e successive modificazioni), in termini di efficienza dei nuovi impianti termici.
 

3. Rientra nella classe 5 (la più ecologica nella classificazione stabilita dalle normative europee UNI EN 297 e UNI EN 483) con ridotte emissioni di ossidi di azoto (NOx) e di monossido di carbonio (CO).
 

4. Dotata di sifone integrato per lo scarico della condensa, si avvale di un apposito tubo flessibile che permette un facile collegamento alla linea degli scarichi fognari.
 

5. Offre una vasta serie di kit fumisteria e sistemi per intubamento denominati "Serie Verde", garantiti da Immergas, che permettono elevate estensioni oltre a una rapida e semplice posa in opera sia su nuove installazioni che su sostituzioni di vecchie caldaie.
 

6. È abbinabile ad una avanzata gamma di sistemi di termoregolazione che garantiscono il massimo del comfort ambientale e del risparmio energetico.
 

7. Garantisce un notevole risparmio di combustibile, dal 10 al 30%, a seconda della tipologia impiantistica rispetto ad apparecchi di tipo convenzionale.
 

8. È particolarmente indicata per l'abbinamento di impianti a pavimento a bassa temperatura, ma può essere installata su qualsiasi tipologia impiantistica anche su impianto a radiatori o ventilconvettori.
 

9. È facile da installare, si utilizza esattamente come una caldaia tradizionale.
 

10. La manutenzione ordinaria si esegue con le periodicità e le modalità di una caldaia tradizionale.

vantaggi

Vantaggi e svantaggi del climatizzatore e del condizionatore

La soluzione di condizionatore mobile è, infatti, ideale anche per grandi ambienti che necessitano di un elevato raffrescamento: trasportando il sistema di condizionamento negli ambienti che si desidera raffrescare è possibile ottenere una temperatura confortevole senza dispersioni termiche, ma ottimizzando le risorse energetiche.

LO SVANTAGGIO DI UN CONDIZIONATORE MOBILE: più rumoroso rispetto alla tipologia fissa, anche se è anche possibile installare la ventola all'esterno dell'abitazione, ma per attuare questo accorgimento è necessario eseguire degli interventi in una parete della vostra casa;

IL VANTAGGIO DI SCEGLIERE UN CLIMATIZZATORE: miglioramento delle condizioni della salubrità dell'aria e possibilità di sola deumidificazione dell'aria,

LO SVANTAGGIO DI UN CLIMATIZZATORE: è il maggior fattore di aumento dei consumi energetici, nonostante il beneficio per chi non sopporta la bassa temperatura del climatizzatore di fruire comunque del benessere del fresco estivo.

 

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

Legge di Stabilità, le misure su energia, rinnovabili, edilizia e mobilità

Proroga con alcuni aggiustamenti alle detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di efficienza energetica e del 50% per ristrutturazioni edilizie, novità fiscali che riguardano il fotovoltaico su edifici e le fonti rinnovabili nelle aziende agricole, agevolazioni per l'acquisto di case ad alta efficienza e molto altro.

Sono diverse le misure che riguardano energia, rinnovabili, edilizia, mobilità  edefficienza energetica nella Legge di Stabilità 2016, approvata in via definitiva in terza lettura dal Senato, che, con 162 favorevoli, 125 contrari e nessun astenuto, ha votato la fiducia posta dal Governo sul testo arrivato dalla Camera.

Riassumiamo per punti le novità (in allegato in basso il testo e la relazione tecnica).

Detrazioni del 50% e del 65% confermate

Sono state prorogate fino al 31 dicembre 2016 sia la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento antisismico degli edifici, sia la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie e tutta una serie di interventi tra cui l'installazione di fotovoltaico e sistemi di accumulo.

 

Le novità sull'Ecobonus

La detrazione fiscale del 65% per l'efficienza energetica viene estesa anche ad alcuni interventi di domotica, cioè all’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative

Potranno usufruire della detrazione del 65% anche gli Istituti Autonomi Case Popolari che nel 2016 sosterranno spese per interventi sugli immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Nei condomini la detrazione degli inquilini incapienti potrà essere ceduta alle imprese che realizzano i lavori.

 

Detrazioni per acquisto case ad alta efficienza energetica

Si prevede la possibilità di detrarre dall’Irpef del compratore il 50% dell’Iva pagatain fattura per gli acquisti di abitazioni ad alta efficienza energetica – in classe A o B- di nuova costruzione o ristrutturate dalle imprese costruttrici, effettuati nel 2016. La detrazione sarà ripartita in 10 quote annuali.

 

Imbullonati e novità fiscali per il fotovoltaico

Si dispone che nella stima della rendita catastale degli immobili dei gruppi D ed E siano esclusi “macchinari, congegni, attrezzature e altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo”. Questo porterà novità rilevanti per gli impianti a fonti rinnovabili, tipicamente fotovoltaici, da accatastare o già accatastati (si veda ilnostro approfondimento).

 

Incentivi prolungati per i vecchi impianti a biomassa

Grazie ad un emendamento inserito in Commissione Bilancio alla Camera si estendono per 5 anni gli incentivi agli impianti a biomassa, biogas e bioliquidi sostenibili, che escono o sono usciti dal periodo incentivato entro la fine del 2016.

 

Secondo le nostre stime la misura potrebbe costare da 230 a 300 milioni di euro all'anno. Soldi delle bollette sottratti ai nuovi impianti a fonti rinnovabili: si rischia di sforare il tetto dei 5,8 miliardi e far cessare gli incentivi ai nuovi impianti.

BOLLINO BLU CALDAIE

Obbligo di revisione della caldaia e Bollino blu: costi, chi deve farlo e a chi rivolgersi

Obbligo di revisione della caldaia e Bollino blu: costi, chi deve farlo e a chi rivolgersi

 

Ecco la normativa per la quale la revisione della caldaia presenta una cadenza obbligatoria, così come l'ottenimento del Bollino blu: a chi spetta effettuare la revisione, con quali costi, a chi rivolgersi? Qui le informazioni per comprendere obblighi e attestati da richiedere.

 

Con l'entrata in vigore della nuova normativa, la revisione della caldaia diventa OBBLIGATORIA e nessuno vi si potrà sottrarre, così come la conseguente richiesta e rilascio del Bollino Blu.

Nonostante la dettagliata normativa, le informazioni sono ancora un po' confuse e non sono state ancora diffuse in maniera capillare, per cui è necessario comprendere a quali utenti spetti l'obbligo di revisionare la propria caldaia, con quale tempistica, a chi ci si deve rivolgere, cosa controllare nel rilascio del documento che attesta l'avvenuta revisione.

 

Uno sguardo al D.Lgs. 311/06: criteri per la revisione della caldaia

Gli interventi di manutenzione e revisione della caldaia sono disciplinati dal D.Lgs. 311/06, il quale detta gli obblighi da rispettare nella cadenza dei controlli, in base alla potenza nominale termica dell'impianto:

- caldaie con potenza nominale termica superiore ai 35 kW, installate nei condomini con sistema centralizzato, necessitano di interventi di manutenzione e revisione annuale e il controllo dell'emissione fumi , se la caldaia è alimentata con combustibile solido, gassoso o liquido;

- caldaie con potenza nominale termica inferiore o uguale a 35 kW, installate nelle abitazioni civili, necessitano di interventi di manutenzione e revisione con cadenza variabile in base all'età dell'impianto stesso e del combustibile di alimentazione.

 

Nel caso di caldaie:

- non alimentate a gas, la manutenzione/revisione deve essere effettuata ogni anno;

- alimentate a combustibile solido o liquido, comprendendo la legna, il pellet, gpl e il gasolio, la manutenzione/revisione deve essere effettuata ogni anno;

- alimentate con combustibile gassoso, installate da più di 8 anni, la manutenzione/revisione deve essere effettuata ogni 2 anni; 

alimentate con combustibile gassoso, installate da meno di 8 anni, la manutenzione/revisione deve essere effettuata ogni 4 anni. Questa tipologia di caldaia deve essere a camera stagna di tipo C;

dotate di generatore di calore ad acqua calda, di  focolare aperto, installate all'interno di locali abitati, la manutenzione/revisione deve essere effettuata ogni 2 anni. Questa tipologia di caldaia deve essere sempre a camera stagna di tipo B.

 

Nello stesso decreto sulla manutenzione/revisione delle caldaie è compreso anche il rilascio del Bollino blu:  un adesivo apposto su un certificato, indispensabile per garantire la sicurezza del funzionamento dell'impianto  e la sua efficienza in seguito ai controlli effettuati da centri di assistenza specializzati, con strumenti specifici per la misurazione dei gas di scarico.

 

 

Che cosa si intende per revisione della caldaia?

L'intervento di revisione della caldaia è una sorta di check up necessario prima dell'accensione a pieno regime del periodo invernale, momento in cui l'impianto non verrà mai spenta fino allo scadere dei tempi utili per il riscaldamento – si intende per condomini o appartamenti con riscaldamento centralizzato – mentre per le abitazioni private, lo spegnimento della caldaia è a discrezione dell'utente.

L'intervento di revisione si inserisce nei controlli per garantire l'efficienza energetica e comprende lamanutenzione ordinaria e il controllo dell'ottimale evacuazione dei fumi di scarico – le sostanze inquinanti che la caldaia emette nell'ambiente circostante.

 

Il tecnico che esegue il controllo deve annotare sul libretto della caldaia tutti gli interventi e controllo effettuati e compilare il Rapporto di Controllo Tecnico di Manutenzione, il quale documento è redatto in tre copie per:

- il proprietario della caldaia;

- per l'archivio della ditta di manutenzione/revisione;

- per gli organi deputati al controllo, il Comune o Provincia.

È infatti possibile che il Comune – se ha più di 40.000 abitanti- o la Provincia – se il comune ha meno di 40.000 abitanti - venga richiesto la certificazione dello stato di salute della propria caldaia.

 

Chi deve effettuare obbligatoriamente la revisione della caldaia?

Ogni proprietario della caldaia o condomino fruitore di un impianto di riscaldamento con caldaia centralizzata è responsabile del proprio impianto e della corrispettiva manutenzione ordinaria.

In base alla normativa vigente, ogni cittadino proprietario di una caldaia è il diretto responsabile dell'impianto stesso e come tale è obbligato a rispettare la cadenza dei tempi per l'esecuzione dei lavori di revisionepresenti nel libretto di istruzioni dell'impianto.

Nel caso di un condominio, sarà l'amministratore e occuparsi della manutenzione e revisione della caldaia, anche se tutti i fruitori dell'impianto di riscaldamento sono chiamati a contribuire al costo della manutenzione/revisione. Per chi desiderasse maggiori informazioni, legga anche l'articolo sulle caldaie centralizzate.

 

Quando si deve effettuare la revisione della caldaia?

Ogni tipologia di caldaia necessita di un controllo o revisione con cadenza annuale e il momento ideale per effettuare questo tipo di controllo è il mese che precede l'accensione della caldaia, in modo che, nel caso di problematiche nella struttura o nell'impianto, si possa rimediare con una tempistica adeguata.

 

A chi rivolgersi per la revisione della caldaia?

La revisione della caldaia deve essere SEMPRE eseguita da un tecnico specializzato (come DOMOENERGETICA ITALIA)  che deve rilasciare obbligatoriamente la documentazione che attesta il corretto funzionamento dell'impianto, in questo caso, la caldaia.

Secondo la normativa, solo i tecnici abilitati, ovvero dichiarati idonei dagli organi competenti, possono effettuare i controlli dello scarico fumi e gli interventi di manutenzione obbligatoria della caldaia.

LIBRETTO DI CLIMATIZZAZIONE, BOLLINO BLU CALDAIE, BOLLINO BLU CLIMATIZZATORI

LIBRETTO DI CLIMATIZZAZIONE-BOLLINO BLU CLIMATIZZATORI

Dal 15 Ottobre 2014 è stato reso obbligatorio munirsi del nuovo libretto d’impianto unico per caldaie e condizionatori. Il libretto contiene più schede, da compilare a seconda dei tipi di impianto di riscaldamento o refrigerazione che abbiamo in casa.

Ogni scheda si riferisce ad un singolo sistema di climatizzazione. Ci sono infatti la scheda per la caldaia, quella per i condizionatori, per le pompe di calore, per i boiler, ecc… Non è presente la scheda per gli scaldabagno che sono esclusi dall’obbligo del controllo energetico.

 

Sul libretto bisogna riportare i dati sia della caldaia che del condizionatore.

Il libretto è reperibile sul sito del Ministro dello Sviluppo Economico o scaricabile gratuitamente dal nostro sito tecnicocaldaiaroma.it. In alternativa è possibile acquistarlo da rivenditori di articoli per ufficio come Buffetti.

Compilazione Rapporto Efficienza Energetica Condizionatore

Se per le caldaie, l’obbligo è già in vigore da svariati anni (il bollino blu), per i condizionatori è una novità introdotta nel 2014.

 

Quali condizionatori sono sottoposti all’obbligo del rapporto energetico?

Tutti i condizionatori con potenza superiore ai 12 kW. La maggior parte dei comuni climatizzatori di casa non superano questa soglia. Se ne conclude che i normali condizionatori domestici devono essere segnalati sul nuovo libretto d’impianto ma non devono essere soggetti alla compilazione del rapporto. In ogni caso controllate bene il libretto di uso e manutenzione per verificare che il vostro apparecchio non superi la soglia indicata.

Se il condizionatore funziona anche da pompa di calore…

Nel caso il vostro condizionatore d’aria abbia anche la funzione di pompa di calore, e quindi si tratta di un climatizzatore, molto probabilmente la potenza supererà i 12 kW. E’ quindi evidente che dovrete ottemperare all’obbligo della compilazione del rapporto di efficienza energetica del condizionatore.

 

Ogni quanto è previsto il controllo e la compilazione del rapporto di efficienza energetica ai condizionatori (bollino condizionatori e climatizzatori)?

Tale lasso di tempo è regolato da regione a regione con modalità differenti. Nel Lazio il rapporto di efficienza energetica per i condizionatori con potenza superiore ai 12 kW e per i climatizzatori pompa di calore va fatto ogni 4 anni.

 

Chi compila il libretto per condizionatori e caldaie?

I dati anagrafici devono essere compilati da chi detiene il possesso dell’impianto. I rapporti di efficienza energetica da un tecnico abilitato, come quelli di DOMONERGETICA ITALIA.

 

Il responsabile dell’impianto e le spese per il rilascio del bollino al condizionatore

La nuova normativa introduce anche la figura del responsabile dell’impianto di climatizzazione. Per le nuove installazioni il responsabile dell’impianto, cioé colui che dovrà compilare il libretto la prima volta ed assicurarsi che tutto sia in regola, sarà l’installatore. Per gli impianti esistenti invece sarà il proprietario o l’amministratore nel caso di riscaldamento centralizzato.

La spesa per il controllo e la compilazione del rapporto energetico al condizionatore sarà a carico del proprietario o dell’inquilino che ha l’appartamento in locazione. Le spese di adeguamento, nel caso l’impianto non sia a norma con i limiti di consumo energetico, sono a carico del proprietario dell’abitazione.

 

 

Ci sono multe in caso di mancata compilazione del rapporto di efficienza energetica al condizionatore?

Purtroppo si, da 500 a 3000 euro.

 

Sono previsti controlli per verificare se abbiamo fatto il bollino al condizionatore e alla caldaia?

Si, il comune o la regione possono predisporre dei controlli. Essi non vengono fatti a campione. L’ente preposto al controllo verifica tutte le comunicazioni di avvenuta compilazione del rapporto energetico e poi ordina, a tecnici specializzati,  di eseguire i controlli a tutte quelle persone da cui non ha ricevuto la suddetta comunicazione.

legge di stabilità,ECOBONUS, BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI,

Legge di Stabilità: ecobonus, bonus ristrutturazioni e bonus mobili

Legge di Stabilità 2016: ecobonus, bonus ristrutturazioni e bonus mobili: PROPROGA FINO AL 31 DICEMBRE 2016

 

La Legge di Stabilità 2016 ha ufficialmente prorogato a tutto il 2016 le detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica e l’adeguamento antisismico degli edifici e del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.

La proroga ai livelli attuali varrà soltanto per il 2016. Pertanto, a meno che il Governo non decida diversamente, a partire dal 2017 tutti i bonus si ridurranno al 36% e le spese massime verranno dimezzate.

 

ECOBONUS

 

Confermata anche per il 2016 la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici per privati e condomini realizzati entro il 31 dicembre 2016. Da sottolineare è l’estensione della detrazione anche alle case popolari, in particolare agli ex Iacp.

L’ecobonus consiste in una detrazione fiscale dall’IRPEF o dall’IRES, ripartita in 10 anni su una spesa massima di 100.000€.

Possono usufruire dello sgravio tutti i contribuenti che sostengono le spese per gli interventi su edifici esistenti fino al 31 dicembre 2016. La detrazione può essere richiesta da enti pubblici, privati e anche dai condomini per i lavori sulle parti comuni, gli inquilini, chi detiene l’immobile in comodato e i familiari che convivono con il possessore e sostengono le spese.

L’ecobonus non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali.

Gli interventi ammissibili devono riguardare:
- La riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
- Il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre, porte ecc.);
- L’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;
- La sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale;
- Il miglioramento energetico delle case popolari;
- Lavori di adeguamento antisismico, messa in sicurezza di edifici esistenti e aumento dell’efficienza idrica e del rendimento energetico per un massimo di spesa di 96.000€ (in questo caso però l’immobile deve essere localizzato in una zona ad alta pericolosità sismica (1 o 2 di rischio sismico).

 

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

 

Confermati anche per il 2016 la detrazione Irpef del 50% sulle spese di ristrutturazione edilizia che non contemplano il risparmio energetico e l’importo di 96.000€ quale spesa massima ammessa al beneficio per unità immobiliare.

Sono beneficiari della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta sia ai proprietari degli immobili che ai titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi.

Le agevolazioni sono usufruibili per interventi di:

- Manutenzione straordinaria; 

- Ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi;

- Relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali;

- Eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori o montacarichi;

- Sugli immobili finalizzati a prevenire il rischio l compimento di atti illeciti da parte di terzi;

- Finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;

- Effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, in modo particolare attraverso l’impiego di fonti rinnovabili;

- Adozione di misure antisismiche e di messa in sicurezza degli edifici;

- Bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

 

BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI

 

Prorogata fino al 31 dicembre 2016 anche la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

L’acquisto deve essere effettuato entro il 31 dicembre 2016.

Resta da stabilire se il bonus possa essere esteso agli under 35 che decidono di mettere su famiglia e che potrebbero accedere all’incentivo senza l’obbligo di ristrutturazione edilizia.

L’importo massimo di spesa ammessa in detrazione è di 10.000€ e per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella di acquisto dei beni.

La detrazione per l’acquisto dei beni si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi.

Energia elettrica

Energia elettrica: molti buoni consigli per risparmiare

Impianto illuminazione

spegnere le luci quando si abbandona una stanza

nei locali dove si permane a lungo (es. cucina e studio) utilizzare lampade fluorescenti compatte

con lampade alogene o a incandescenza usare i varialuce

tinteggiature chiare delle pareti rendono più luminosi gli ambienti e, di conseguenza, le lampade utilizzate possono essere di potenza minore

pulire spesso lampade e vetri di protezione

posizionare scrivania e tavolo da cucina in modo che possono beneficiare dell'illuminazione naturale proveniente dalle finestre

nei locali ove è probabile scordarsi le luci accese per lunghi periodi (scale condominiali, cantine, sgabuzzini, ecc.) prevedere interruttori a tempo o fotocellule

 

Frigorifero

distanziarlo da pareti calde e, quando incassato, prevedere feritoie di areazione (particolare che gli specialisti dell'incasso sono “specializzati” a dimenticare … )

sbrinarlo regolarmente

posizionare il termostato sulle tacche 2-3

controllare il buono stato delle guarnizioni

aprire e tenere aperta la porta il meno possibile

riporre i cibi solo dopo che si sono raffreddati

sceglierlo della capacità idonea al nucleo famigliare (più grande spreca solo energia)

 

Lavatrice

utilizzarla solo a pieno carico

evitare quando possibile il prelavaggio (biancheria non troppo sporca)

effettuare cicli a temperatura elevata solo nel caso di biancheria molto sporca e tessuti resistenti

escludere l'asciugatura ad aria calda; se proprio non è possibile fare asciugare la biancheria all'aperto utilizzare deumidificatori all'interno dell'abitazione.

 

Lavastoviglie

utilizzarla solo a pieno carico

escludere la fase di asciugatura: aprendo lo sportello e lasciando circolare l'aria si ottengono gli stessi risultati

Aspirapolvere

sistemare le seggiole sopra il tavolo e ordinare le stanze in modo che la pulizia sia il più rapida possibile (per non lasciare girare a vuoto il motore) cambiare periodicamente filtri e sacchetti per rendere efficace l'aspirazione

 

Forno elettrico

durante la cottura aprire il portellone il meno possibile

ventilato consuma meno ed assicura una migliore distribuzione del calore

 

Scaldabagno

installarlo il più vicino possibile agli utilizzatori

coibentare le tubazioni

impostare la temperatura a non più di 40°C (temperature più elevate richiedono la miscelazione di acqua calda e acqua fredda prima dell'utilizzo con conseguenti sprechi)

Utilizzatori generici

non tenere accesi computer o cordless quando non sono utilizzati

evitare di lasciare in "stand by" televisori e altre apparecchiature

 

Impianto di riscaldamento

Mantenere il termostato ad una temperatura di circa 20°C

Non coprire i caloriferi con tende, arredi o copritermisifoni

Prevedere doppi vetri (è possibile applicare il doppio vetro senza sostituire il serramento!)

 

Condizionatore

mantenere all'interno una temperatura non inferiore a 5°C rispetto a quella esterna

preferire esecuzione ad inverter rispetto a quelle ON-OFF

proteggere l'unità esterna dai raggi diretti del sole

non ostruire i bocchettoni di emissione di aria fredda con tende o arredi

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI BONUS 2017

L’automazione di un cancello o di un garage, l’installazione di un impianto di allarme a protezione della propria abitazione possono usufruire di interessanti detrazioni fiscali: fino al 31 dicembre 2016 è possibile detrarre fino al 50% della spesa sostenuta.

con la legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 28 dicembre 2015) sono state prorogate fino al 31 dicembre 2016 sia la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento antisismico degli edifici, sia la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie. E’ prorogato fino al 31 dicembre 2016 anche il Bonus Mobili, cioè la detrazione del 50% su una spesa massima di 10mila euro per l'acquisto di mobili.

Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016, la detrazione Irpef sale al 50%.

Una detrazione del 50% spetta anche sulle ulteriori spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016, per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.

La detrazione è, invece, pari al 65% delle spese effettuate, dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016, per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità.

Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.

impianto idrico

L’impianto idrico a regola d’arte

L’impianto idrico a regola d’arte

 

La realizzazione di un impianto idrico è disciplinata da una normativa cui è necessario fare riferimento sempre, per le nuove costruzioni e per quelle esistenti da modificare o integrare.
Anche gli impianti idrici e sanitari di qualsiasi specie sono infatti regolati sotto tutti gli aspetti dal Decreto Ministero dello Sviluppo Economico n. 37 del 22 gennaio 2008(pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 61 del 12-3-2008), che ha sostituito la legge 46/1990.

Questo decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso di questi, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l’impianto è connesso alle reti di distribuzione (come appunto quello idrico) la norma si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.

Il Decreto Sviluppo n. 37 del 22 gennaio 2008 precisa che le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi.

Per estensione, quindi, tutti gli impianti che sono realizzati in conformità alla normativa vigente e alle norme Uni, Cei o di altri Enti di normalizzazione, appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo, sono da considerarsi eseguiti secondo la regola dell’arte.

 

Le responsabilità dell’installatore

Al termine dei lavori, dopo l’effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme (di cui all’articolo 6 del Decreto n. 37 del 22 gennaio 2008).

Di tale dichiarazione, resa sulla base del modello (si veda l’allegato I del decreto n. 37 del 22 gennaio 2008), fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto di cui all’articolo 5 del Decreto stesso. Nel caso in cui la dichiarazione di conformità, salvo quanto previsto all’articolo 15, non sia stata prodotta o non sia più reperibile, è sostituita – per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del decreto stesso – da una dichiarazione di rispondenza. Questa deve essere resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti.

 

Le responsabilità del committente

Il committente è tenuto ad affidare i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria degli impianti ad imprese abilitate. Il proprietario dell’impianto adotta le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza dell’impianto previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione predisposte dall’impresa installatrice e dai fabbricanti delle apparecchiature installate.

Resta ferma la responsabilità delle aziende fornitrici o distributrici, per le parti dell’impianto e delle relative componenti tecniche da loro installate o gestite. Ilcommittente entro 30 giorni dall’allacciamento di una nuova fornitura di acqua, gas, energia elettrica negli edifici di qualsiasi destinazione d’uso, consegna al distributore o al venditore copia della dichiarazione di conformità dell’impianto o copia della dichiarazione di rispondenza prevista. Fatti salvi i provvedimenti da parte delle autorità competenti, decorso il termine senza che sia prodotta la dichiarazione di conformità, il fornitore o il distributore di acqua, gas o energia elettrica, previo congruo avviso, sospende la fornitura.

risparmiare con l'accensione del climatizzatore o del condizionatore

Come risparmiare con l'accensione del climatizzatore o del condizionatore

L'accensione dei sistemi di climatizzazione,si sa, così come l'utilizzo dei sistemi di riscaldamento, è il fattore che maggiormente innalza il prezzo della bolletta elettrica, ma vi sono anche delle strategie per ridurre i consumi energetici .

 

PRIMA STRATEGIA: una delle strategie maggiori per la riduzione dei consumi energetici durante il periodo estivo è quello di accendere il climatizzatore durante le ore serali per permettere al sistema di raffreddare l'ambiente, ovvero di ridurre la temperatura aspirando il calore nell'aria e convertendola in aria fresca: la temperatura ambientale inferiore alle ore più calde del giorno permette di azionare il meccanismo di aspirazione-espulsione e conversione in aria raffrescata con minore dispendio di energia.

 

SECONDA STRATEGIA: acquistare un condizionatore implica un sensibile risparmio energetico fin dal suo prezzo iniziale che risulta inferiore rispetto al costo di una qualsiasi tipologia di climatizzatore. In commercio è possibile scegliere tra i modelli di condizionatore fissi che possono essere istallati nella parete della vostra abitazione o la tipologia mobile che può essere trasportata di stanza in stanza nella vostra casa, permettendovi di avere un sistema trasportabile in base alle esigenze, permettendovi anche di raffrescare la zona che desiderate o di risparmiare sensibilmente sulla bolletta elettrica.

 

Impianti di condizionamento

Come eliminare gli svantaggi nell'acquisto di un climatizzatore: quale scegliere?

Una buona soluzione potrebbe essere quella di acquistare un climatizzatore con inverter che risulta più efficiente da questo punto di vista e permette di ridurre i consumi energetici stabilizzando la temperatura ambientale e regolandone il funzionamento in base alla temperatura reale degli ambienti in cui è installato. Questa tipologia di climatizzatore permette, infatti, di utilizzare un quantitativo inferiore di energia elettrica in seguito all'accensione di 2-3 ore e emettendo l'aria fresca in base a quella necessaria all'ambiente.

Questo perché al raggiungimento della temperatura, il sistema di climatizzazione si blocca per accendersi solo nel momento in cui si rileva che l'ambiente si sta discostando dalla temperatura richiesta: un fattore di elevato vantaggio nella riduzione dei consumi energetici nell'ottica ecosostenibile, ma soprattutto di facile applicazione per mantenere tutti gli ambienti della propria abitazione con una temperatura confortevole senza pensieri.

i climatizzatori dual split

Cosa sono i climatizzatori dual split?

Il climatizzatore Dual Split è un sistema di climatizzazione che si caratterizza per la moderna tecnologia di cui è dotato che gli permette di operare nel raffrescamento dell'ambiente senza interruzioni: regolarizzare la potenza in modo automatico, sia in fase di raffreddamento sia di riscaldamento, è il vantaggio maggiore di questa tipologia di condizionatore che garantisce la riduzione del consumo energetico e delle emissioni di CO2 nell'ambiente.

Il particolare meccanismo di regolazione della temperatura in qualsiasi fase di lavorazione, contribuisce alla distribuzione ottimale dell'aria refrigerata e del calore senza sbalzi di temperatura mantenendo un ambiente confortevole in ogni momento della giornata in base alle aspettative di climatizzazione desiderate. Inoltre, nel processo di riscaldamento e raffrescamento, il climatizzatore dual split si caratterizza per la velocità in cui riesce a stemperare l'ambiente e ad aspirare l'aria calda permettendo di avere un locale risollevato dal surriscaldamento della calura estiva fin dal primo momento della sua accensione.

La possibilità di avere aria refrigerata e la produzione di calore immediata per tutti gli ambienti della vostra abitazione è dovuta alla caratteristica intrinseca del climatizzatore dual split, il quale presenta fin dall'accensione la potenza massima e consente il controllo continuo e automatico della qualità dell'aria: la produzione del raffrescamento e del calore avverà con una ventilazione purificata e di elevata qualità, garantendo sempre una climatizzazione priva di pollini, polveri sottili o altre sostanze presenti normalmente nell'aria.

i climatizzatori dual split

Il condizionatore canalizzato: cos'è, quanto costa e a chi conviene?

Il condizionatore canalizzato è la soluzione ideale per chi ha una grande abitazione o più ambienti che necessitano di un'elevata quantità di aria fresca: il sistema di distribuzione dell'aria refrigerata permette di avere contemporaneamente il raffrescamento di tutti i locali.

Questa tipologia di sistema di condizionamento permette, invece, di generare l'aria fresca e di distribuirla in maniera omogenea in tutte le altre parti dell'abitazione con un sistema di canalizzazione installato negli ambienti della casa.

Il sistema di condizionamento canalizzato permette di ottenere una linea estetica sofisticata e quasi invisibile in tutti i locali della vostra casa.

Il funzionamento di questa tipologia di condizionatore è lo stesso di un sistema tradizionale, per cui è dotato della funzione di raffrescamento e di deumidificazione dell'aria; ciò per cui si differenza è il modo di utilizzare l'aria stessa durante il processo di refrigerazione e di produzione dell'aria fresca che successivamente verrà diffusa in modo omogeneo in tutta la casa: l'aria viene canalizzata lungo il percorso e fuoriesce dalle fessure collocate in ogni locale dell'abitazione, senza l'installazione di uno split.

L'aria fresca e la sua diffusione nei locali viene diretta e controllata da un punto remoto e sarete voi stessi a scegliere la temperatura, l'accensione e lo spegnimento del raffrescamento, oltre alla possibilità di regolarizzare anche la funzione del deumidificazione per incrementare il risparmio energetico.

 

Impianti di condizionamento

LA DIFFERENZA TRA CONDIZIONATORE E CLIMATIZZATORE

Il condizionatore è il sistema che permette di controllare l'umidità nell'aria, la temperatura dell'ambiente, la purezza e il giusto livello di circolazione dell'aria.

 

Il climatizzatore permette di regolare automaticamente tali funzioni, ottenendo costanza e stabilità nel mantenimento delle potenzialità e controlli sull'aria e la temperatura installati.

 

Ci sono poi i deumidificatori, che assorbono l’umidità dall’aria e possono, eventualmente, essere utilizzati per agevolare l’asciugatura del bucato in bagno o in altre stanze, e i purificatori,che si limitano a eliminare dall’aria la polvere, i pollini, lo smog e altre particelle che possono risultare nocive per l’apparato respiratorio e non sono in grado di modificare la temperaturadell’aria trattata.

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